Salvezza! Tanto
sospirata, è arrivata all'ultima tornata ma...che faticata! Il Rieti è
stato liquidato per tre reti a zero (Di Ventura al 19', Cassandra al
30', Orlandi al 48'), e comunque nei primi venti minuti non è stato
facile perché il Rieti, bucherellato spesso in difesa, si è presentato a
Genzano potendo contare su un attacco da primato in classifica. Se non
ci fosse stato tra i pali uno come Apruzzese... Ma, preso coraggio, il
Cynthia ha iniziato a tambureggiare fino a che il gong non è suonato
grazie ad un tiro dal limite di Di Ventura. Da quel momento in poi,
tutto più o meno facile per il Cynthia, che ha capito quello che c'era
da capire: se il Rieti avesse continuato ad attaccare, sarebbero stati
dolori, quindi meglio ricorrere allo stesso metodo per approfittare
della difesa avversaria tutt'altro che impeccabile. Per avere la
certezza della salvezza, il Cynthia non poteva che vincere, anche perché
se l'Astrea era ospite a Gaeta, dove difficilmente poteva fare risultato
(e i tifosi del Gaeta sono gemellati con quelli genzanesi, quindi a
Genzano c'era doppia simpatia per i tirrenici), il Boville aveva buone
possibilità di battere un Latina già salvo e senza più stimoli, e
infatti ha vinto e si è fermato un punto sotto al Cynthia.
Archiviato questo
campionato, occorre fare qualche rilievo senza intenti polemici ma con
il solo scopo di capire perché le cose sono andate come sono andate.
Per diciannove
giornate, fino alla seconda di ritorno, la squadra è stata guidata da
Romolo Santolamazza, che inizialmente ha raccolto bei risultati per aver
creato un bel gruppo e per avergli dato una mentalità secondo la quale
le gare se le devono giocare tutti, quindi anche gli avversari più
quotati. Tale mentalità ha consentito al Cynthia di esprimere un calcio
aggressivo in casa e fuori. Ma forse proprio questa mentalità è stata da
un lato gravida di conseguenze positive nella prima parte del girone di
andata ( perché comunque con Santolamazza la squadra ha fatto delle cose
buone) e negative nella seconda. Va bene la squalifica del campo,
peraltro nettamente ingiusta perché l'arbitro Gosti di Perugia dopo
Cynthia-Boville di Coppa Italia ha scritto nel referto che il
guardalinee sotto la tribuna è stato colpito da un sasso da un chilo
circa e poi quel sasso neanche è stato mai rinvenuto, ma proprio in quel
periodo un paio di gare (Cynthia-Latina e Cynthia-Selargius) sono state
gestite male, e questo mentre altre squadre con una classifica simile a
quella del Cynthia stavano migliorando. Forse alcune partite, vedi
Rieti-Cynthia, persa per due a uno con il secondo goal del Rieti segnato
in contropiede al terzo dei quattro minuti di recupero, potevano essere
pareggiate e, soprattutto fuori casa, mai disprezzare i pareggi...
Insomma, non sempre si può avere quello che si vuole, cioè una squadra
perfettamente in forma o completa, e infatti la bella vittoria casalinga
per tre a zero contro la capolista Fondi è stata ottenuta con Orlandi
squalificato e con quattro centrocampisti e due punte invece che con tre
e tre. Non sempre si può avere tutta la rosa a disposizione, e allora
bisogna fare di necessità virtù, e Fratena, che ha sostituito in corsa
Santolamazza come due anni prima aveva sostituito Pedini, e che si spera
rimanga per quel che di buono ha mostrato, talvolta ha rinunciato al suo
amato 4-3-3 zemaniano pur di avere una continuità di risultati utili.
Capitolo arbitraggi.
Già lo scorso anno alcune partite vennero guastate da direzioni di gara
talmente pessime da fare schifo (le direzioni di gara, non le persone,
della cui buona fede non si può dubitare, fino a prova contraria), da
quella di Strocchia in Cynthia-Civitavecchia a quella di Lemma in
Cynthia-Ferentino, quindi si sperava in qualcosa di meglio. Ma anche il
campionato appena finito ha fatto registrare arbitraggi che invitano a
pensare che taluni arbitri farebbero bene a dedicarsi ad altro, da Gosti
di Perugia (Cynthia-Boville di Coppa Italia) a Fanton di Lodi (Selargius-Cynthia,
penultima di campionato). Ci sono stati anche buoni arbitraggi (Ambrogio
di Cosenza in Astrea-Cynthia, Bottegoni di Terni in Budoni-Cynthia), a
prescindere da risultato, come dimostra il quattro a uno rimediato dal
Cynthia a Budoni, ma l'impressione è che, sia pure nel modo più civile
del mondo, ogni tanto la dirigenza del Cynthia debba farsi sentire un pò
di più dopo gare arbitrate come se Genzano fosse la città dei fessi,
perché alcune volte bisogna farsi sentire per il bene sia della squadra
che della città. Insomma, essere definiti teppisti dopo Cynthia-Boville
di Coppa Italia per un sasso mai trovato, quindi solo presunto, non
spetta ai civilissimi genzanesi, e questo lo prova il fatto che spesso
ci sono in tribuna, a Genzano, tifosi avversari che si esprimono a
favore della loro squadra con accanto i tifosi locali, e tutto questo
senza particolari problemi. Siamo sicuri che sia possibile in ogni
stadio?
Ma alcuni arbitraggi
negativi, da soli, possono bastare a rovinare una parte di un campionato
sofferto, non proprio tutto. Sarà opportuno che i dirigenti del Cynthia
si guardino in faccia per capire quali siano stati gli errori loro e
quali gli errori dei giocatori, o almeno di alcuni di essi. Mettiamoci
pure la sfortuna, che in questo campionato si è accanita tra
l'infortunio a Batistelli, un terzino sinistro come se ne vedono
pochissimi in serie D, ed un altro a Giovannetti, valido difensore
centrale indisponibile per quasi tutto il girone di ritorno a causa di
un serio problema alla caviglia. E poi Cassandra che si è rotto un
braccio ed è mancato per un mese buono, e poi non dimentichiamoci che
pure Spinetti nell'autunno del 2009 ha avuto un fastidioso ematoma alla
gamba sinistra, quella che usa abitualmente per calciare... E Marzetti,
lo scorso campionato il miglior terzino destro della serie D, girone G,
chedopo un problema al ginocchio ha ripreso a giocare, e non in forma
perfetta, solo alla quinta di ritorno...
Che altro dire, se non
che a Genzano c'è una tifoseria organizzata che non tutti hanno? Anche
questo ha contribuito alla salvezza del Cynthia!
Appuntamento al
prossimo campionato!
10/05/10
Fino all'ultimo! Eh sì,
fino all'ultimo tocca lottare per mantenere la categoria. Non è tempo di
bilanci, quello che sta vivendo il Cynthia, ma di concentrazione, di
cancellazione di quello che è stato, di fatica. La buona notizia è che
il Rieti non giocherà in casa. La cattiva notizia è che il Rieti ha una
sola possibilità per restare almeno in zona play out: vincere. Ma per
maggiore sicurezza, anche i padroni di casa dovranno puntare alla
vittoria, anche se l'Astrea, a pari punti, giocherà a Gaeta, dove i
padroni di casa saranno stimolati dalla consapevolezza che la seconda
piazza sarà accessibile solo in caso di vittoria, dato che il Sanluri, a
pari punti, dovrà andare sul campo del Budoni, salvo ma particolarmente
affezionato al proprio pubblico abitualmente caloroso e probabilmente
non intenzionato ad accontentarsi della sola presenza in campo.
Ma torniamo al Cynthia
ed evitiamo ulteriori calcoli e cavilli sulla classifica degli altri.
Non caricare l'ambiente
è consigliabile anche per favorire l'ordine pubblico ma, dal punto di
vista esclusivamente sportivo, i giocatori dovranno invece essere
carichi perché la tranquillità la può dare solo la vittoria. Da non
dimenticare: il Boville, ad un punto dal Cynthia e dall'Astrea e
giocherà davanti al pubblico amico contro un Latina che non ha altro da
chiedere a questo campionato. Insomma, anche un pareggio non consentirà
al Cynthia di dormire sonni tranquilli.
Infine, e purtroppo,
non se ne può più di arbitraggi scadenti. Nessuno è perfetto ma un
rigore evidentissimo per fallo su Spinetti non concesso al Cynthia sullo
zero a zero avrebbe dato alla squadra genzanese, bisognosa di punti,
un'occasione d'oro. E se l'arbitro ha ritenuto lo scontro tra Chessa e
Spinetti finto, allora c'era la simulazione di Spinetti e bisognava
ammonirlo, e così non è stato. Insomma, la terna arbitrale di
Cynthia-Rieti dovrà essere all'altezza. Almeno speriamo...
03/05/10
Oh, allora? Una rete
dopo due minuti, un vantaggio prezioso, una squadra concentrata... Oh,
ragazzi, cos'è accaduto, dopo? Va bene, gli avversari ci sono pure loro,
e avversari bravi, ma a maggior ragione occorreva mantenere alta
l'attenzione, corta la squadra e ferma la grinta. invece, nella ripresa,
altra musica. Nel primo tempo, a parte un palo colpito da Sorrentino,
giocatore giovane e assai bravo, il Sanluri appariva come una buona
formazione, da alta classifica ma non si capiva bene perché seconda, poi
è arrivata la ripresa e pochissimi palloni buttati, giri di palla ben
riusciti e un Sorrentino incontenibile hanno fatto capire che il
piazzamento non era casuale. Resta da capire cosa sia capitato al
Cynthia. Se gli avversari qualcosa c'entrano, non ci si può esimere dal
vedere i difetti in casa propria. La seconda rete del Sanluri, peraltro
già in dieci causa espulsione di Sola? Un regalo a Sorrentino nato da un
rinvio di Tittozzi che non si è capitoi bene cosa volesse fare con quel
pallone. E pure il goal del pareggio segnato dai sardi non è che fosse
poi così inevitabile, dato che Fanni ha deviato il pallone quasi
trovandosi a fondo campo e con la porta del Cynthia alle spalle. Ma
perché dopo il vantaggio il Cynthia non ha stretto i ranghi giocando
come se fosse l'ultima partita del campionato, quella decisiva? Perché
bisogna complicarsi la vita in tal modo? Ci sono gli avversari ma c'è
pure il Cynthia, perché anche i giocatori del Cynthia sono avversari
degli altri. Ci sono gli episodi ma sono cosa ben diversa rispetto ai
regali, e non si pensi solo alla gara contro il Sanluri perché vengono
in mente altri casi di generosità, da quello di Morolo a quelli di
Gaeta.
Fortuna che ci ha
pensato Cassandra, entrato ad un quarto d'ora dalla fine, a riaggiustare
le cose...
E qui si dovrebbe
aprire un discorso complicato, perché è facile dire dopo che Cassandra
avrebbe dovuto giocare, se non dall'inizio, almeno dal decimo del
secondo tempo, quando era chiaro che il Sanluri aveva in mano il pallino
del gioco, solo che ultimamente il ragazzo era apparso in forma
smagliante. Perché è entrato solo ad un quarto d'ora dalla fine? Nessun
giudizio, ma la domanda è d'obbligo!
26/04/10
In extremis! Non ci
fosswe stato quel tocco di Morelli in pieno recupero... Ma se dopo la
roboante vittoria contro il Fondi capolista l'invito era a dimenticare
l'esito positivo e preparare la gara di Latina come se niente fosse,
dopo il pari nel capoluogo pontino occorre elogiare i ragazzi per
l'impegno malgrado lo svantaggio e invitarli ad essere sempre così
concentrati, così magari evitano di fare agli avversari regali tipo due
reti a Gaeta e quella segnata da Cinelli nella trasferta a Latina.
Insomma, non verrà in questa sede fatto il nome del giocatore che
avrebbe avuto tante soluzioni buone ed una pessima, quella che poi ha
scelto (cercare Cinelli per dribblarlo, tranne poi farsi soffiare il
pallone e consentirgli di effettuare un tiro vincente), ma rivedere
quell'errore non gli farà male. La salvezza è più vicina ma non è
acquisita, e la prossima formazione avversaria, proveniente dalla bella
isola di Sardegna, si chiama Sanluri, al secondo posto in classifica e
con giocatori di valore, a cominciare da Borrotzu e Angheleddu. Il Fondi
è vicinissimo al passaggio dalla D alla C2 ma i giochi non sono ancora
fatti e proprio a Genzano il Sanluri si giocherà le residue speranze di
accedere al salto di qualità senza rischiare massacranti spareggi. Bruno
Bellucci, uno che la sa lunga, ha detto che in fondo chi lotta per la
salvezza, a neanche un mese dalla fine del campionato, ha più stimoli di
chi sta in alto ma vede i play off da lontano. Il distacco tra Sanluri e
Fondi è di sette punti, quindi il Sanluri potrebbe non avere tutti gli
stimoli possibili, cercando piuttosto di prepararsi ad affrontare nerl
modo giusto e senza sprechi di energia i play off. Potrebbe... O forse
potrebbe cercare lo scatto d'orgoglio nella speranza che il Fondi faccia
un passo falso a Budoni, squadra che ha una classifica migliore del
Cynthia ma che ancora non è definitivamente salita sul treno per la
salvezza. Insomma, l'esperienza di Bellucci insegna ma l'approccio alla
gara da parte del Cynthia dovrà essere, a modesto parere di chi scrive,
all'insegna della gestione del pallone. Se poi le cose si mettono
diversamente... Ma qui si vedrà il 2 maggio al Comunale di Genzano, ore
15:00.
19/04/10
Wow! Tre-reti-tre
contro la prima in classifica! "Ma", dice il Saggio,"nessuna montatura
di testa". Per ora bisogna godersi la vittoria contro un Fondi dalle
interessanti individualità, ma dal gioco latitante, surclassato da un
Cynthia consapevole che la vittoria avrebbe innalzato il morale e
migliorato una classifica deficitaria. Il Fondi aveva già perso, in
casa, contro la Viterbese, ragion per cui tutti si aspettavano una
squadra dal dente avvelenato. Ma l'antidoto è stato trovato dal Cynthia
che, subito aggressivo, ha fatto capire agli avversari che la loro vita
calcistica a Genzano sarebbe stata più difficile del previsto. No, il
Fondi non ha sottovalutato il Cynthia. Il Fondi ha semplicemente trovato
sulla sua strada una squadra, il Cynthia, che con il pareggio ben poco
avrebbe fatto, e non perché i pareggi vadano disprezzati ma perché, nel
caso specifico, non avrebbe smosso la classifica secondo le attuali
necessità. Ma, soprattutto, il Cynthia ha tirato verso la porta
vversaria con maggiore frequenza e non ha regalato al Fondi palloni
giocabili nella propria metà campo. Di testardi tentativi di dribbling
se ne sono visti pochissimi, a differenza di quanto avvenuto a Gaeta,
mentre si è visto il pallone viaggiare da una zona all'altra del campo
per non lasciare agli altri il pallino del gioco. Insomma, un Cynthia
bello e concreto che, purtroppo, in questo campionato si è visto di rado
a causa di qualcosa che in più di una occasione è mancato: a volte non
c'era la concretezza e altre non c'era il gioco. No, non è facile il
calcio di serie D, dove si incontrano neanche raramente calciatori che
ci sanno fare e allenatori che sanno il fatto loro. Ma è anche capitato
che le difficoltà il Cynthia se le sia create per conto suo, vedi due
reti su tre subite praticamente regalate al Gaeta, tanto per fare un
esempio.
Ma torniamo al Saggio,
quello che invita a non montarsi la testa. Il Saggio sa che il Latina ha
una classifica tranquilla ma che non bisogna farsi illusioni perché la
tradizione ha il suo peso e perché, pur lontani, i play off non sono
matematicamente imposssibili. Ai ragazzi allenati da Fratena converrà
godersi la vittoria contro il Fondi fino al primo allenamento e poi fare
i perfezionisti, cercare di ricordare gli errori per non ripeterli e
pensare che la classifica è ancora poco invidiabile.
12/04/10
E ora, il Fondi! Pare
di commentare, il lunedì, una vittoria della domenica con invito
ottimistico per il prossimo impegno, invece ad essere commentata è una
sconfitta, quella per tre a due rimediata dal Cynthia a Gaeta, che al
più presto dovrà essere cancellata. Va bene, la squadra fisicamente sta
bene, ha perso di misura non contro gente qualunque ma contro avversari
che si chiamano Gambino, Di Pietro, Marzullo, Cioffi... Ma soffermarsi
sulle questioni positive e vedere il bicchiere mezzo pieno dimenticando
o sminuendo i difetti è, a questo punto del campionato, sbagliato.
Bisogna invece capire perché il bicchiere è mezzo vuoto e riempirlo,
possibilmente di acqua fresca, che disseta, e non di alcolici... A parte
gli scherzi, mister Fratena dovrà essere severo ed esigente proprio
perché il Cynthia a Gaeta non ha giocato male: se il Gaeta ne ha fatti
tre, almeno due sono stati regalati, il secondo e il terzo, e al Fondi
capolista sarà necessario non concedere fosse pure un mezzo regalo.
Orlandi non ci sarà causa squalifica, e questa è una cattiva notizia per
l'attacco, ma c'è la probabilità di un recupero di Giovannetti e di
Santopadre. E poi il mister dovrà fare di necessità virtù e preparare la
zuppa con gli ingredienti che ha, e qualche ingrediente dal sapore
consistente c'è, da Brizzi a centrocampo a Spinetti in attacco, da
Apruzzese tra i pali a Seppani in difesa. Se il Morolo attuale fanalino
di cosa ha vinto di misura a Sanluri contro i titolati locali, non è
detto che il Cynthia non possa fare altrettanto contro il Fondi
capolista. Chissà, un gollonzo, una distrazione difensiva degli
avversari... A patto, però, che non si vedano in quell'occasione regali
come quelli che hanno consentito al Gaeta di segnare il secondo ed il
terzo goal... E se sarà necessario mettere da parte gli schemi per
difendere con le unghie e con i denti un eventuale e auspicabile
risultato positivo, il Cynthia dovrà trovare in un solo giorno quella
esperienza che, a causa della giovanissima età media, fino ad oggi è
stata più di una volta carente. Esempio: a Gaeta, sullo zero a zero,
quindi in una buona situazione per gli ospiti, i locali a volte hanno
ricevuto il pallone proprio dagli altri in occasione di calci di
punizione e falli laterali. Insomma, quando sarebbe stato necessario
mantenere bassi i ritmi, il Cynthia ha contribuito ad alzarli, e questo
mentre il Gaeta, ancora attratto dai play off, spingeva per passare in
vantaggio. Per concludere: essere corretti va benissimo, essere ingenui
un pò meno...
29/03/10
Nessuna espulsione,
stavolta! Risultato di parità a reti inviolate a parte, questa è la
notizia per un Cynthia che ha affrontato con la giusta concentrazione e
con determinazione l'impegno con il Flaminia, una delle squadre più
forti del campionato di serie D, girone G, e nello stesso girone la
squadra con la difesa meno perforata. Eh, sì, sarebbe stato bello
vincere, e qualche tentativo è stato fatto e non è andato a buon fine
per merito dell'ex Assogna, sempre un signor portiere, ma anche
Apruzzese ha dimostrato di essere un signor portiere, perché anche il
Flaminia ha avuto le sue brave occasioni. Insomma, parità tutto sommato
giusta ma, considerate le differenti posizioni di classifica, Cynthia a
testa alta. E poi, altra buona notizia, il nuovo arrivato Brizzi ha dato
una grossa mano a centrocampo e ha dimostrato subito una buona intesa
con i compagni di squadra. Ora il Cynthia dovrà continuare a pensare
alla salvezza ma, se entrerà in campo con la stessa mentalità con cui ha
affrontato il Flaminia, potrà avere maggiore fiducia nei propri mezzi.
Non si può negare che, comunque, il grosso della tranquillità lo danno i
risultati, ma ad una compagine dall'età media giovanissima serve anche
lo stimolo della buona prestazione.
Il taccuino torna dopo
le feste pasquali, avviso che è anche una scusa per augurare a tutti gli
ascoltatori di Radio Canale Zero una felice Santa Pasqua.
22/03/10
Ossigeno! La vittoria
esterna del Cynthia a Boville per due a zero è una vera e propria
boccata d'ossigeno per i Fratena's boys! Occorreva superare quota trenta
punti, per il morale e per la classifica, e i punti sono arrivati in una
gara non facile contro una squadra, il Boville, che in tutta onestà
conta su nomi importanti, a cominciare dalla punta Carlini (e se in
futuro giocasse a Genzano? Buttiamola lì, tanto per giocare...), e ha
tuttavia una classifica deficitaria. Va detto che, da una parte e
dall'altra, c'erano assenze importanti che rendevano la gara
un'incognita vera e propria. In ogni caso, in una trasmissione del
lunedì, sia chi scrive che Augusto Lestini avevano modestamente fatto
notare che il Boville aveva subito meno sconfitte del Cynthia ma anche
vinto di meno, perciò la partita non era inabbordabile. Era la classica
partita che "chi segna per primo, alla fine vince". Alla lunga, forse,
il Boville ha anche pagato la gara di mercoledì contro il Matera in
Coppa Italia, tra l'altro con passaggio del Matera, ma la condizione
fisica del Cynthia è, infortunati a parte, piuttosto buona e, pare, in
fase di crescita. Insomma, dopo un avvio di campionato sfolgorante ed un
appannamento certo favorito anche dalla ingiusta squalifica di quattro
giornate al terreno di gioco genzanese, si sta rivedendio una squadra
che corre bene e, soprattutto, non a vuoto. Qua e là, qualche mancanze
umanamente comprensibili, ma Pace la prima ammonizione per
allontanamento del pallone sotto gli occhi dell'arbitro Raspollini di
Livorno (buona direzione di gara) se la poteva risparmiare davvero. Poi,
quando è arrivato il successivo giallo con inevitabile espulsione, il
Cynthia si è di nuovo trovato in dieci. Ma questo Cynthia vuole forse
passare alla storia della serie D per numero di espulsioni? E dire che i
genzanesi erano pure in vantaggio grazie ad una rete di Orlandi favorita
da una bella incursione di Paglia! Comunque il Boville a quel punto era
fisicamente in calo e si affidava agli spunti di un Carlini che è stato
un piacere veder giocare a prescindere dal suo essere avversario, perché
va bene l'affetto per una squadra ma il calcio è pur sempre uno sport.
Ormai cotto, il Boville in svantaggio di una rete si è afflosciato e ne
ha presa un'altra, sempre ad opera di Orlandi, stavolta ben servito da
Marzetti.
E poi...Toh, si è
rivisto Cassandra! Entrato nella ripresa, l'attaccante ha dimostrato di
avere smaltito l'infortunio al braccio, comunque fasciato, per colpa del
quale si è dovuto allenare in modo limitato. Una buona notizia, questa,
in vista della difficile gara interna contro il Flaminia.
Già, il Flaminia:
quanti ricordi! No, non c'entra il Flaminia, squadra nata da un paio di
anni, ma per alcuni suoi giocatori: assogna, Capolei, Anselmi,
Travaglione, tutta gente che ha indossato la maglia del Cynthia. E poi
Maurizio Manfra, ex dirigente del Cynthia. Insiomma, un tuffo nel
passato sarà inevitabile, da una parte e dall'altra.
Infine, una
comunicazione per chi volesse vedere Cynthia-Flaminia ritenendola, a
ragione, una partita interessante: si gioca sabato 27 marzo, sempre alle
14:30 dato che lò'ora legale scatterà nella notte fra il 27 e il 28
marzo.
15/03/10
E leviamocelo, 'sto
pensiero! La rete del Castelsardo (Garau al 36' del pt) è giunta dopo
che l'arbitro, la signora Bovini di Ragusa, ha assegnato agli ospiti un
fallo che invece sarebbe stato a favore dei locali, dal momento che Pace
era in anticipo nei confronti di Oneddu e da quest'ultimo ha quindi
subito la carica. E sarebbe davvero sconcertante, se qualcuno provasse a
negare che nel secondo tempo c'era un rigore netto dopo che un giocatore
del Castelsardo ha intercettato un tiro di Marchetti con il braccio. Per
molto meno (fallo di...fondoschiena, ammesso che esista, di Marongiu
nella gara di Coppa Italia contro il Boville e rigore contro il Cynthia
assegnato dal signor Gosti di Perugia), il Cynthia ha dovuto rinunciare
a concorrere per la Coppa Italia... E, tornando al primo tempo,
mettiamoci pure un fuorigioco ingiustamente fischiato ad Orlandi. A
volte l'avvenenza, perché la signora Bovini è davvero avvenente, non
combacia con la capacità arbitrale, anche se si è visto di peggio (Strocchia
di Nola, Lemma di Bari, Gosti di Perugia...). Va però detto che
l'approccio della signora Bovini alla gara non è stato all'insegna
dell'arroganza ma della ricerca del dialogo e i giocatori non sono
apparsi innervositi dall'arbitraggio. Insomma, è stato un arbitraggio un
pò discutibile ma non pessimo, che può talvolta capitare anche a coloro
che sono considerati i migliori, e si è avuta l'impressione di una
episodica giornata un pò storta.Va comunque detto che la seconda
ammonizione a Tittozzi forse non c'era, dato che il suo è stato un
intervento deciso ma sul pallone e non sull'avversario Oneddu (però,
"bravo" il numero 11 del Castelsardo: ha rimediato una punizione che non
c'era e dalla quale è nato il goal-partita, ha fatto espellere Tittozzi
lanciando unurlo alla Tarzan per un intervento non su di lui ma sul
pallone...).
Suvvia, però, stavolta
non si può giustificare tutto con gli errori arbitrali! Dov'era la
squadra in seguito alla battuta di quel calcio di punizione che, va
bene, non c'era ma che non giustifica l'imbambolamento generale in fase
difensiva? Qualcuno si è accorto che Garau stava arrivando nell'area del
Cynthia in posizione centrale? E poi quella mezz'ora buona di idee
confuse... Nessuno nega che nel Cynthia le assenze siano pesanti ma il
carattere che è venuto fuori quando i locali sono rimasti in dieci
dov'era finito prima?
E ora, a Boville,
contro una diretta concorrente per la salvezza, sarà un match duro,
molto duro per una squadra zeppa di giovani, E qui potrebbe iniziare un
bel discorso sul numero obbligatorio di giovani in età di lega : cinque
non saranno troppi? Tutti bravi a dire che bisogna puntare sui giovani,
ma quando ti trovi in grosse difficoltà perché non puoi schierare la
squadra che vorresti per la questione del numero obbligatorio un pò "te
rode"! E intanto le squadre più titolate possono permettersi lo stesso
investimenti importanti mentre i meno ricchi a volte devono rinunciare a
qualche investimento serio perché non si possono permettere di tenere
taluni giocatori da parte, mancando adeguati ricambi. Non sarà il caso
di tornare ai tre giovani obbligatori, al limite quattro, invece di
insistere con gli attuali cinque? E quelli del 1988, che dal prossimo
campionato non saranno più in età di lega stando alle attuali regole,
come li consideriamo? Vecchi? A quando la pensione?
Ma torniamo alla gara
di Boville, la prossima. Non ci sarà Gatti, attaccante robusto e anche
dotato tecnicamente, ma c'è sempre un certo Alessio Carlini, giocatore
che meriterebbe palcoscenici maggiori rispetto alla serie D, c'è sempre
Migliorelli... E nel Cynthia qualche assernza ci sarà comunque, sebbene
si parli di un recupero di Giovannetti (speriamo!). Il Boville ha vinto
meno partite del Cynthia ma ha un attacco leggermente
migliori e una difesa
leggermente meno perforata. Insomma, non inabbordabile ma con il fattore
campo dalla sua parte, il Boville sarà un ostacolo che il Cynthia dovrà
provare a superare tirando fuori lo stesso carattere messo in mostra
negli ultimi venti minuti contro il Castelsardo.
08/03/10
Ahi, ahi ahi! Che
dolore! Quattro a uno, mica robetta. Eppure megio di altre volte... "Ma
sei pazzo?", potrebbe dire qualcuno. No, solo realista. La sconfitta per
uno a zero contro il Pomezia, all'andata, fu molto più scoraggiante per
il non gioco espresso, tanto che in quall'occasione i pometini avrebbero
meritato di vincere quattro a uno. Contro il Budoni, invece, per un'ora
buona si è visto un Cynthia concentrato e a tratti perfino insidioso, e
questo malgrado le pesantissime assenze. D'accordo, chi gioca va in
campo per dare il meglio, ma l'esperienza di Giovannetti in difesa e di
Santopadre a centrocampo e la fantasia di Orlandi in attacco sono
elementi di rilievo. Con questo non si vuole negare che chi ha giocato
contro il Budoni abbia fatto il possibile e, anzi, in attacco Marchetti(classe
1992) se l'è cavata piuttosto bene mentre il difensore Seppani, da poco
arrivato e già discretamente esperto, ha convinto ma si vedeva che la
forma non era quella dei tempi migliori, perciò mister Fratena è stato
costretto a sostituirlo negli ultimi minuti, quelli che poi sono stati
sfruttati al meglio da un Budoni che, in superiorità numerica causa
espulsione di Marongiu, fino agli ultimi dieci minuti è comunque andato
avanti più con gli spunti individuali di Ndao che per brillantezza di
gioco. Se si ripensa a sconfitte come quella contro il Pomezia
all'andata o a quella contro il Tavolara a Genzano, al ritorno, quella
di Budoni appare più come un incidente di percorso che come un'autentica
batosta.
L'espulsione di
Marongiu merita una considerazione a parte, non da sola ma rapportata ad
un dato di fatto : diciannove espulsioni in venticinque giornate di
campionato sono, si lasci passare l'italiano precario (tanto un precario
in più, uno in meno...), "un pò tante"... Va bene, Tittozzi contro il
Pomezia, a Genzano, è stato espulso ingiustamente. D'accordo, contro l'Arzachena
l'espulsione di Santopadre per fallo di mano nell'area del Cynthia è
apparsa eccessiva. Ma quando si viene espulsi per falli di reazione
evitabili o per interventi durissimi a centrocampo e successive proteste
ingiustificate, occorre fare un bel respiro e riconoscere che, senza
dimenticare i molti arbitraggi pessimi visti quest'anno, esistono casi
in cui le espulsioni dovrebbero essere sanzionate con una giornata di
squalifica in più per manifesta superficialità.
Si diceva dei molti
arbitraggi pessimi. Per concludere, invece, è il caso di fare i
complimenti al signor Bottegoni, direttore di gara di Budoni-Cynthia.
L'espulsione di Marongiu c'era tutta e i suoi errori sono stati
praticamente bazzecole. Qualcuno pensa che il miglior arbitro sia quello
che si fa notare il meno possibile. Seguendo questo ragionamento, il
signor Bottegoni si è fatto notare poco.
01/03/10
Nove contro nove. Così
è finita Cynthia-Arzachena, partita che poteva essere preannunciata
nervosa, data l'importanza del risultato per due squadre messe maluccio
in classifica, ma non fino al punto al quale si è arrivati. Colpa anche
dell'arbitro? Un pò sì, anche se al Comunale si è visto di peggio.
Comunque il due a uno finale appaga un Cynthia che ha meritato la
vittoria e lascia l'amaro in bocca ad una squadra, l'Arzachena, non
proprio interessante e portata a commettere falli in continuazione. Ma
il Cynthia, va detto, ci ha messo del suo, in particolare Orlandi che,
autore di una buonissima prestazione, non doveva cascare nelle continue
provocazioni di Milia, sul quale sarà il caso di spendere qualche altra
parola, ma non subito. Al momento dell'espulsione di Orlandi, nalla
ripresa, i padroni di casa erano in vantaggio per uno a zero
(bellissimo goal di Spinetti nel primo tempo) e per numero di uomini in
campo, data l'espulsione di La Rosa per fallo da ultimo uomo proprio ai
danni di uno scatenato Orlandi. Poi le continue provocazioni di Milia e
Orlandi che gli rifila un calcione per fallo di reazione con
consenguente e logica espulsione. Ristabilita la parità numerica, l'Arzachena
non dimostrava tuttavia brillantezza o particolare solidità, al punto
che il Cynthia trovava il raddoppio grazie a Mariolino Di Ventura.
Sembrava mnettersi bene ma, purtroppo, un fallo di mano di Santopadre
nell'area del Cynthia procurava un rigore, trasfornmato da maniero. Il
rigore c'era, l'espulsione di santopadre no perché il giocatore ha
commesso l'irregolarità non davanti alla linea di porta con il portiere
ormai battuto. Poco prima, per uno schiaffo dato in faccia a Santopadre
sotto gli occhi dell'arbitro, Piras non si era beccato l'espulsione ma
solo l'ammonizione. Insomma, il wsignor Calogiuri di Lecce non è
sembrato all'altezza della situazione in quei frangenti anche se, va
ripetuto, si è visto di peggio (Lemma di Bari, Strocchia di Nola,Gosti
di Perugia, quello di Cynthia-Boville di Coppa Italia...). In dieci
contro nove, l'Arzachena comunque metteva in mostra solo il suo
nervosismo, tra l'altro fomentato soprattutto dalle provocazioni di
Milia, come per esempio l'acqua tirata gratuitamente in faccia a Mario
Marino, massaggiatore del Cynthia, o gli insulti rivolti al pubblico di
Genzano... Alla fine, partità numerica ristabilita a causa
dell'espulsione ai danni di Piras per evidente simulazione nell'area di
rigore del Cynthia e vittoria soffeta ma meritata dei padroni di casa.
Prossima gara contro il
Budoni, nella bella isola di Sardegna. Gara difficilissima, soprattutto
per le assenze che il Cynthia dovrà sopportare tra squalificati e
infortunati. fabio Fratena è un allenatore zemaniano ma è anche un uomo
di mondo e sa che l'obiettivo della squadra genzanese è la salvezza,
quindi c'è da sperare in una gara all'insegna della massima concretezza.
Insomma, se catenaccio dovrà essere, non bisognerà sputarci sopra, anche
se non è detto che sarà necessario.
Infine qualche parola
su Milia. Questo giocatore si è distinto per atteggiamenti scortesi e
all'insegna della provocazione contro il pubblico, gli avversari e il
calcio in generale, almeno contro il Cynthia. C'è da sperare che costui,
probabilmente non adatto a un campionato come quello di serie D ma a
qualche categoria inferiore, venga allontanato da una società con una
storia di tutto rispetto come l'Arzachena, peraltro proveniente da uno
dei luoghi più belli e abitati da gente ospitale : la Sardegna.
22/02/10
Non ci stava. No,
questa volta la sconfitta non ci stava per un Cynthia che, decimato da
assenze numerose, ha creato più occasioni del Pomezia, che poi ha
rischiato di dilagare sul due a zero, con gli avversari in preda allo
scoramento. Facciamo un passo indietro, al 18' del primo tempo, quando
Tittozzi rimedia un cartellino giallo, il secondo, per una simulazione
che in realtà è stata vista solo dall'arbitro Loni di Cagliari, uno che
come livello arbitrale va purtroppo ad arricchire l'elenco di direttori
di gara inadeguati visti a Genzano fino a questo punto del campionato.
L'errore dell'arbitro è umano e comprensibile, un arbitraggio così
scadente non merita invece comprensione e c'è da augurarsi che i
responsabili del settore arbitrale vogliano presto prendere
provvedimenti per sanzionare i direttori di gara che rovinano le gare
con atteggiamenti sbagliati o errori talmente grossolani da meritare
immediati provvedimenti. Se ad uno studente di liceo viene chiesto il
nome della capitale della Francia e quello risponde Praga al posto di
Parigi, non merita comprensione ma una sonora bocciatura. L'arbitro Loni
di Cagliari, per come ha arbitrato Cynthia-Pomezia, meriterebbe di
essere allontanato dai campi di calcio oppure spedito per un pò di tempo
ad arbitrare sui campi più scalcinati e caldi d'Italia, cvosì almeno
eviterà, come ha fatto a Genzano, di piazzarsi davanti alla tribuna con
aria di sfida. Sempre massima correttezza, per carità, ma sarebbe pure
ora che i vari Loni di Cagliari, Strocchia di Nola, Lemma di Bari e
Gosti di Perugia capiscano che una gara di calcio deve essere una sfida
agonistica tra i giocatori e non un'occasione per gli arbitri di far
vedere di essere i padroni dello stadio. La verità è che le società, che
fanno sacrifici economici, non meritano di essere continuamente
penalizzate da arbitraggi sballati, quindi sarebbe ora di studiare un
sistema che preveda multe salate agli arbitri che commettono errori
talmente madornali da lasciare a bocca aperta come l'ipotetico (si
spera...) studente liceale che alla domanda su quale sia la capitale
della Francia risponde Praga invece di Parigi. D'accordo, il Pomezia è
una gran bella squadra, ben messa in campo da un allenatore, Lanza, che
sicuramente conosce il fatto suo, ma con un arbitro come Loni di
Cagliari qualunque squadra avrebbe vinto contro un Cynthia che già aveva
i problemi suoi a causa delle assenze, e questo vuole essere un elogio
ai presenti che si sono impegnati alla grande. Intanto il Cynthia, che
sta lottando per la salvezza, dovrà fare a meno ingiustamente di
Tittozzi in occasione del match contro l'Arzachena.
15/02/10
Accipicchia, proprio
allo scadere! Ma, diciamoci la verità, prima della gara quanti non
avrebbero firmato per un risultato di parità in casa dell'Astrea,
peraltro reduce da una importante vittoria a Latina? Eppure, sotto
sotto, un pò tutti i "cinziaroli" presenti sugli spalti stavano
pregustando il sapore della vittoria.
Passata in svantaggio,
la squadra genzanese ha reagito bene e, "complice" un Orlandi
doppiettista in forma smagliante, ha ribaltato la non allegra
situazione. A due minuti dal novantesimo...Accipicchia! De Santis,
difensore roccioso ma non alto, si inseriva in seguito ad un calcio
d'angolo e, non marcato causa confusione da affluenza massiccia di
compagni di squadra, ha colpito di testa e infilzato Guerra, sostituto
di Apussese,che tra l'altro poco dopo ha bloccato un contropiede
dell'Astrea. Se in occasione del secondo goal il Cynthia ha raccolto
materiale sul quale riflettere, ma non più di tanto perché con tanti
avversari in area e tanta confusione può accadere di tutto, dopo aver
preso un goal come il primo sarebbe stata necessaria, se permessa dal
regolamento, una bella pausa di riflessione. Quel pallone chiamato
fuori, ma non da Fantini, veloce quanto si vuole ma soprattutto
determinato più degli avversari...E poi Nanni lasciato colpire di testa
da solo dopo il cross ben calibrato ma anche lento scodellato nell'area
del Cynthia da Fantini...
Comunque il bicchiere
bisogna pure vederlo mezzo pieno. Se gli infortuni occorsi a Cristin e
Giovannetti potrebbero (novità della lingua italiana:condizionale
genzanese scaramantico!) bloccare questi giocatori in occasione della
delicata gara casalinga contro il temibile Pomezia, rimane un pareggio
che, ottenuto fuori casa, già in altre occasioni esterne sarebbe stato
gradito. Giusto cercare la vittoria, anche perché puntare sempre sui
pareggi fa stare bassi in classifica, ma ci sono casi in cui bisogna
sapersi accontentare, e non per timore ma solo per buon senso.
E adesso il Cynthia è
atteso da due impegni davanti al pubblico amico, uno contro il Pomezia e
l'altro contro l'Arzachena. Nulla dovrà essere dato per scontato: la
classifica è bugiarda, se consideriamo i giocatori del Cynthia nel loro
insieme, ma è spietatamente attuale di fronte ai punti. E tra le due
prossime avversarie, il Pomezia in particolare ha fino ad oggi espresso
un buon calcio, a volte molto buono, sicuramente tra i migliori del
torneo. E non inganni il pari pometino in casa contro il Budoni perché
un episodio non basta a consentire cali di concentrazione. Se
necessario, come con la Viterbese, ci si dovrà sacrificare. D'altra
parte, il Cynthia è in ripresa e neanche per il Pomezia c'è il risultato
scontato.
08/02/10
Era ora! Malcapitata la
Viterbese, contro un Cynthia bisognoso di vincere per trovare le giuste
motivazioni per credere ancora alla salvezza, ma i ragazzi allenati da
Fratena non avevano molta scelta. No, l’importante non era non perdere.
L’importante era vincere. E basta. Inutile dire che non bisognava
“caricare di responsabilità i ragazzi” o che “ci sono ancora tante
partite”. No, bisognava invece ragionare come se la gara contro la
Viterbese fosse l’ultima di campionato.
Nel primo tempo,
comunque, buon Cynthia, bravo a tenere a bada avversari con la migliore
difesa del campionato e ben messi in campo ma non abbastanza incisivi in
avanti, merito anche dei difensori locali. Al 5’ un fallo di mano di
Scoppetta, del tipo “rigore tutta la vita”, non veniva ravvisato dal pur
vicino arbitro Abisso di Palermo, un altro che, come Strocchia di Nola e
Gosti di Perugia, al Comunale verrà ricordato per una direzione di gara
che sarebbe invece da cancellare. Ottavo minuto e, complice una
deviazione di Scoppetta, palla sulla traversa. Che rabbia! Ma il
Cynthia doveva vincere e così, allontanato lo spettro della
disaffezione, insisteva fino a che Orlandi al 15’ non soffiava la palla
a Gattari, entrando poi nell’area ospite e servendo al bacio Spinetti,
bravo a trovare l’angolino basso alla destra del portiere Liverani. La
Viterbese non accusava granché il colpo ma il Cynthia si esprimeva
meglio vanificando le folate offensive avversarie e facendo girare palla
come si deve. Al 43’, iniziativa personale di Cristin sulla sinistra,
passaggio per Orlandi e azione personale tambureggiante di costui,
fermato fallosamente, e nettamente, da Scoppetta. Dal dischetto, Cristin
ingannava Liverani facendolo tuffare a sinistra ma piazzando il pallone
a destra.
All’inizio del secondo
tempo, la Viterbese tentava il tutto per tutto attaccando a testa bassa
e al 50’, in seguito ad una punizione spedita sul palo da Gai , Gattari
raccoglieva e infilava in rete. Era l’inizio di una grande sofferenza
per il Cynthia, aumentata da una direzione di gara discutibile. Per
esempio: ammonizione per Orlandi causa gomito troppo alto sul volto di
Gai ma non per lo stesso Gai per gomito alzato sulla faccia di Orlandi.
Altro esempio: fallo spacca caviglie di Menna su Vartolo, per sua
fortuna uscito indenne dallo scontro, e nessun fallo fischiato mentre
per un fallo meno irruento ma simile di Vartolo su Gai il fischio c’è
stato. Ma al di fuori dell’arbitro, il Cynthia ha bloccato le fasce e
costretto la Viterbese a continui lanci dalla tre quarti, solo che nella
formazione ospite i saltatori non mancavano e Vartolo, centrocampista
centrale, veniva costretto dalle circostanze a stare molto basso, quasi
in linea con la difesa, per evitare che gli avversari raccogliessero il
pallone al limite dell’area.
Il fischio finale ha
avuto sui tifosi genzanesi l’effetto di una liberazione dopo un lungo
periodo nel quale c’erano stati due pareggi e molte sconfitte. La
classifica è adesso difficile ma meno preoccupante, solo che, adesso sì,
occorre dare ai ragazzi un po’ di tranquillità facendo capire loro che
il Cynthia non sarà da primato in classifica ma che la posizione attuale
può e deve essere migliorata da chi ne ha le potenzialità.
25/01/10
Mamma mia, che
batosta!!! Quattro a uno in casa e...tutti a casa! Inutile trovare
scuse, il Tavolara ha vinto con merito, e non ci si può attaccare al pur
mediocre arbitro Mandina di Palermo. Detto arbitro ha dato un rigore
discutibile al Tavolara, ma il Cynthia stava già sotto di due mazzate.
Certo, l'arbitro avrebbe potuto buttare fuori il numero 11 del Tavolara,
Palumbo, che ha i piedi buoni e anche con i gomiti lavora parecchio,
soprattutto sulla faccia di Marongiu. Ma mettiamoci soprattutto che il
Tavolara ha dimostrato un'organizzazione di gioco pressoché impeccabile,
che i rinforzi giunti grazie al mercato di riparazione sono sembrati
validissimi, senza dimenticare che contro il Cynthia visto al suo
ritorno al Comunale dopo la lunga ed ingiusta squalifica la vita sarebbe
stata facile anche per l'ultima in classifica che, detto per inciso,
contro il Cynthia ha vinto (Rieti-Cynthia 2 a 1). Occorre essere di una
chiarezza estrema: se a Morolo il Cynthia non ha quasi mai tirato verso
la porta avversaria, ha comunque fatto la gara pur perdendola. Contro il
Tavolara, invece, gli ospiti sembravano i padroni di casa. I locali
giravano a vuoto, buona preparazione atletica ma confusione in campo.
Gli altri correvano meno ma meglio, bravi a recuperare palla e a
rimetterla subito in movimento per chi, senza palla, si muoveva al
giusto ritmo.
A questo punto, diventa
perfino noioso chiedersi cosa sia accaduto. pare invece appropriato
chiedersi come sarà il futuro. O con chi. Romolo Santolamazza ha creato
un bel gruppo di giovani e durante i primi due mesi campionato li ha
pure motivati al punto che il Cynthia, sia pure per una giornata di
campionato, ha detenuto il primato. Poi il crollo. La squalifica del
campo? In parte sì, soprattutto se si pensa all'ingiustizia, ma contro
il Selargius la sconfitta è stata brutta e contro il Latina, dopo
mezz'ora ben giocata, più che un calo c'è stato un prolasso. Gli
arbitraggi? Sì, in alcune occasioni da vomito. Ma, non inventiamoci
scuse, quando la squadra gira a vuoto, non tira verso lo specchio della
porta, non si muove in modo abbastanza coordinato, qualcosa è da
rivedere. Non sta a chi scrive dire cosa debba o non debba essere
oggetto di revisione ma i dati di fatto sono sotto gli occhi di tutti.
Se si tratta di una questione di nomi o solo di gioco, ad un semplice
osservatore che segue il Cynthia interessa fino ad un certo punto.
Interessa, invece, che già dalla prossima gara, tutt'altro che facile,
contro le Rondinelle ci sia una svolta. Non un accenno, una svolta. Che
si tratti di una squadra con un gioco ritrovato o con qualche novità
all'interno, l'importante è che il Cynthia continui a dimostrare che in
questo campionato di serie D ha un posto di tutto rispetto.
18/01/10
Ah, se non ci fosse
stato il goal del Morolo! Ma c'è stato! Insomma, il Cynthia non ha
giocato male, se confrontiamo la prestazione delle due squadre, ma
occorre farsi due conti o tutto sembrerà connesso ad una sfortuna che
c'è ma che, come gli arbitraggi, da circa due mesi non basta da sola a
giustificare l'andamento zoppicante della formazione genzanese guidata
da Romolo Santolamazza. A Morolo è mancata la rete "cinziarola", e va
bene, ma mica per caso. Il Cynthia, questa è l'amara verità, tira poco
verso la porta avversaria rispetto alla mole di gioco che produce e,
qundo ne prende uno, si raffazzona, si confonde, ci mette tanto cuore ma
perde lucidità. Ma siamo sicuri che il problema sia individuabile nel
solo attacco? A parte che non solo gli attaccanti sono tenuti a segnare,
in terra ciociara abbiamo visto un ottimo Orlandi, un buon Cassandra ed
un Bernasconi sufficiente causa impegno, anche se poco lucido nell'area
avversaria. No, il problema non sta solo là davanti. Nel primo tempo,
per esempio, troppi lanci alla "viva il parroco", troppi palloni
regalati agli avversari, troppe speranze riposte negli spunti
individuali degli attaccanti, che ci sono pure stati. Ma con il 4-3-3, a
modesto giudizio di chi scrive, bisogna far girare palla un tantinello
di più, quando si ha la possibilità di impostare vale la pena di provare
di tanto in tanto ad allargare il gioco e non a fiondarla in avanti
sistematicamente. E poi ancora: se uno degli attaccanti protegge palla
in posizione defilata, è mai possibile che chi gli sta alle spalle tra i
compagni di squadra se ne stia ad aspettare il passaggio invece di
avvicinarsi per riceverlo e contemporaneamente favorire la circolazione
della palla? Da questo pulpito, non mancheranno, se necessario, le
critiche agli arbitraggi disgustosi, se e quando ci saranno, e con nomi
e cognomi, come fino ad ora è avvenuto, ma l'arbitro di ieri, Robilotta
di Sala Consilina, merita elogi, quindi qualcos'altro non è andato per
il verso giusto. Domandina semplice, tanto per curiosità:ma Vartolo è
ancora un giocatore del Cynthia o il suo nome fra i "panchinari" viene
inserito tanto per mostrare uno in più nella lista? Sta forse male da
non poter giocare neanche dieci minuti? Eppure, fino a che ha giocato,
non solo non ha sfigurato ma è talvolta risultato determinante (rete
contro il Budoni, utlima partita al Comunale prima della squalifica).
Non che ci sia solo Vartolo, e d'accordo sul fatto che non stiamo
parlando di Antognoni, per i cultori del calcio del passato, o di De
Rossi, per i cultori del calcio del presente, ma se non ci sono
impedimenti fidici, dove sta il problema di utilizzare un pò di più un
calciatore peraltro attaccatissimo alla maglia del Cynthia?
Prossima gara, era
ora!, al Comunale di Genzano contro il Tavolara, formazione partita con
ambizioni ben diverse da quelle attuali, che sono rivolte alla salvezza
non meno di quelle del Cynthia. I sardi si trovano un punto, solo uno,
sotto il Cynthia, quindi sarà una gara delicata che tuttavia i genzanesi
giocheranno di fronte al pubblico amico dopo le quattro giornate di
squalifica. Non credo sia opportuno spendere inutili parole sulle
speranze del Cynthia. Occorre puttosto vincere, non necessariamente
facendo bella figura dal punto di vista del gioco, che se funziona fa
piacere. Ma contro il Tavolara servono punti, e ciò basti.
11/01/10
Si ricomincia.
Purtroppo con una sconfitta. Eppure le cose si erano messe bene, al 23'
della ripresa, con quel goal di Cassandra favorito da un'iniziativa
personale di Santopadre (azione insistita fino allo sfinimento e bel
passaggio). Ma si faccia un passo indietro. Nel primo tempo, Rieti
combattivo e nulla più, anzi in rete con Leonetti di mano e pure
esultante. Giusto che l'arbitro, Berti di Prato, abbia annullato e poi
ammonito il numero undici in forza ai sabini. Ma Berti purtroppo si è
reso protagonista di episodi penalizzanti per il Cynthia: azione
personale di Orlandi (buon esordio con la formazione genzanese),
lanciato a rete e fermato chissà perché; ammonizione ai danni di Orlandi
che però era stato trattenuto per la maglia in modo vistosi, quindi la
simulazione l'ha vista solo Berti; fallo da rigore su Orlandi,
trattenuto a lungo per la maglia fino allo sfinimento, ma nessuna
conseguenza per il Rieti; fallo su Orlandi da parte del già ammonito
Gabrieli, un'entrata a piedi uniti accompagnata da un fallo di mano, ma
l'arbitro non ammoniva Gabrieli, assegnava la punizione e poi fischiava
la fine del primo tempo senza lasciare al Cynthia la battuta... Insomma,
una specie di duello fra Orlandi e l'arbitro con quest'ultimo ovviamente
avvantaggiato dal suo ruolo (a quando una moviola in campo solo per gli
arbitri?). Ma se tutto si riducesse alla direzione di gara, non verrebbe
reso onore alla cronaca. In vantaggio, il Cynthia non è riuscito a
chiudere la gara con il Rieti smarrito. Tittozzi ha rimediato
un'espulsione evitabile in quanto, già ammonito per un fallo non troppo
diverso da quello di Gabrieli su Orlandi allo scadere del primo tempo,
ha mandato l'arbitro da qualche parte e ha messo fine alla sua bella
prestazione agonistica. E poi la rete del vantaggio del Rieti realizzata
da Leonetti (quello che ha segnato di mano e pure esultato come se
avesse realizzato la marcatura decisiva per vincere la Coppa dei
Campioni), una rete in tuffo, di testa, in mezzo a due avversari in
seguito ad un cross effettuato in seguito ad un'azione in contropiede (a
tempo scaduto!!!). Insomma, questo taccuino, spesso riempito di
segnalazioni contro gli arbitri, e non per piccoli errori, sarebbe
falsato se la sconfitta del Cynthia ad opera del Rieti venisse ridotta
al rigore, pur nettissimo, non dato per fallo su Orlandi. Il Cynthia a
quel punto stava vincendo, cosa ben diversa da un rigore non dato in una
situazione deficitaria. Ci si lamenti pure dell'arbitraggio del signoe
Berti di Prato, che va ad aggiungersi alla lista degli arbitri che
dovrebbero dedicarsi ad altro, la stessa di cui fanno parte Strocchia di
Nola, Lemma di Bari e Gosti di Perugia, ma con tante riflessioni su come
non buttare via una vittoria vicina malgrado l'arbitraggio.
Prossima gara del
Cynthia contro il Morolo. quanti ricordi per Santolamazza, che quellla
squadra ha allenato prima di approdare a Genzano! E anche per Santopadre,
anche lui l'anno scorso nel team ciociaro. Ma, soprattutto,il 24
gennaio, ritorno al Comunale dopo la lunga squalifica del campo. C'è da
augurarsi un comportamento il più possibile caloroso e civile al tempo
stesso da parte dei genzanesi. Se poi la gara contro il Tavolara verrà
arbitrata da un direttore di gara capace, il che non vuol dire perfetto,
ci sarà un'altra buona notizia da dare.
21/12/09
"Ci stiamo sbagliando,
ragazzi", canta in un suo pezzo Luca Carboni. E adesso il Cynthia: dove
sta l'errore? Cosa non funziona? Contro il Selargius, bene organizzato
ma per nulla trascendentale, si è vista una squadra brutta come solo a
Pomezia era capitato di osservare. Inutile nascondersi dietro ad un
dito: se va avanti così... Ci siamo capiti. Ma piangere sul latte
versato non serve, servono soluzioni. Se il Cynthia non ha la rosa di
altre squadre, vale la pena di recuperare quel pressing che nel corso
dei primi due mesi di questo campionato aveva lasciato molti avversari a
bocca aperta. La pausa per le vacanze natalizie sarà una buonissima
occasione per riordinare le idee e riannodare il filo spezzato. E poi è
davvero difficile togliersi dalla testa l'impressione che nello
spogliatoio qualcosina sia accaduto, perché il pressing riesce se c'è il
gruppo e il gruppo, da un pò di tempo a questa parte, non sembra lo
stesso di inizio campionato. Se Chafer se ne è andato, forse una delle
cause sta proprio in un rapporto umano deteriorato, anche se sarebbe un
errore madornale sputare sentenze in presenza di una situazione ancora
poco chiara e non facilitata dalla squalifica esagerata che ha impedito
al Cynthia di giocare partite importanti e sentite (vedi quella contro
il Latina) su campo neutro, quindi fuori casa pur prevedendo il
calendario prestazioni casalinghe. C'è da sperare che l'arbitro di
Cynthia-Boville di Coppa Italia, il signor Gosti di Perugia, venga per
un pò di tempo sospeso dalle competenti autorità arbitrali perché non è
logico penalizzare una squadra in tal modo per un sasso di cui si parla
nel referto ma che al referto non è stato allegato e la cui esistenza
resta da dimostrare, Di chiaro ed intellegibile, quindi ravvisabile, c'è
che le prossime due gare del Cynthia saranno esterne, una a Rieti e
l'altra a Morolo (prima di ritorno), entrambe contro formazioni in cerca
di riscossa esattamente come il Cynthia. Insomma, poche chiacchiere: a
modesto parere di chi scrive, a costo di fare i catenacciari, gli uomini
agli ordini di Santolamazza dovranno portare a casa dei punti. Se poi i
giocatori del Cynthia tirassero un pò più spesso verso la porta
avversaria...
Questo è l'ultimo
"taccuino" dell'anno 2009, per cui chi scrive augura ai lettori di
questa rubrica e agli amici di Radio Canale Zero di trascorrere
felicemente il Santo Natale e il nuovo anno.
13/12/09
Sul difficilissimo campo di Sanluri, Cynthia per alcuni
aspetti inedito con Chafer forzatamente fuori (problemi al ginocchio),
Morelli da subito titolare e Pace, di solito centrale, piazzato sulla
destra a fare il terzino. Il primo tempo, va detto, è stato salvato da
un Apruzzese che si è confermato un portiere meritevole di un salto di
categoria. D’altra parte non ci si poteva aspettare che un attacco
formato da Borrotzu e Del Grande rimanesse inoperoso per tutta la gara.
Chi tuttavia pensava che gli uomini a disposizione di Santolamazza
facessero la figura dei ragazzotti predestinati alla sconfitta, si
sarebbe dovuto ricredere malgrado gli ultimi risultati siano stati poco
confortanti, anche dal punto di vista del gioco. Nella ripresa, infatti,
il Cynthia ha tenuto testa al Sanluri dimostrandosi più aggressivo nel
pressing e più rapido nelle chiusure. In altre parole, la gara del
Cynthia è stata di tipo difensivo senza tuttavia fare ricorso al
catenaccio o simili. L’ingresso di Spinetti al posto di Cassandra,
comunque bravo, ha dato freschezza all’attacco, sia per il fatto di
essere entrato a partita iniziata che per la sua agilità. Alla fine è
maturato il pari a reti bianche, buonissimo per un Cynthia che aveva
bisogno di un risultato utile dopo due sconfitte consecutive e deludente
per un Sanluri che, dopo aver vinto fuori casa contro le Rondinelle,
stava già pregustando un successo che lo avrebbe tenuto al passo con il
Gaeta, prevedibilmente vincente contro il Castelsardo.
Prossima
gara per il Cynthia in casa (si fa per dire) contro il Selargius, ultima
delle quattro giornate di squalifica del Comunale di Genzano e ultima di
campionato dell’anno 2009. Il Selargius ha appena superato in classifica
i genzanesi vincendo contro le Rondinelle, quindi ci sarà da scommettere
su un incontro ostico contro avversari che cominciano a sentire odor di
alta classifica. La motivazione psicologica non manca tuttavia neanche
al Cynthia, sicuramente voglioso di vincere dopo più di un mese e di
prepararsi al ritorno al Comunale per il 24 gennaio 2010 contro il
Tavolara, un’altra sarda, che all’andata vinse non meritandoselo e che
attualmente appare come la brutta copia rispetto alla squadra dello
scorso anno. Ma il mercato di riparazione è aperto e chissà chi potrebbe
intanto essere arrivato a rafforzare l’organico sardo, perciò sarà
opportuno pensare solo ed esclusivamente all’incontro con il Selargius
per provare a cancellare la sconfitta contro il Latina, ancora non del
tutto digerita.
07/12/09
Ma cosa diamine è
accaduto? A Fondi la sconfitta era stata un pò addolcita da una
prestazione non impeccabile ma comunque prodiga di occasioni per il
Cynthia, invece in Cynthia-Latina il motore della vettura genzanese ha
girato a pieno ritmo per mezz'ora e poi, tranne qualche sporadica
riaccensione, si è spento. E dire che Giovannetti aveva portato in
vantaggio il Cynthia al 3', e che Chafer poco dopo aveva fatto la barba
alla traversa della porta difesa da Maiorani, e che il Latina sembrava
smarrito. E poi? Mistero, se consideriamo l'aspetto generale. Entrando
nel particolare, qualcosa si può dire sulla base dei dati di fatto. In
primis, al Cynthia manca un pizzico di "cattiveria" nell'area
avversaria, e fin qui ci si può arrangiare in allenamento. Ma le troppe
reti prese da avversari appostati all'altezza del secondo palo vanno
valutate con maggiore attenzione e concentrazione, insomma non solo in
allenamento ma anche in uno o più incontri "vis à vis" tra il mister e i
giocatori, se necessario anche i singoli. E veniamo ai singoli, anzi ad
un singolo: Daniele Bernasconi. Uno dei maggiori talenti della serie D,
l'attaccante più dotato tra quelli che negli ultimi dieci anni sono
cresciuti nelle giovanili della squadra genzanese. Il Daniele visto per
circa la metà del girone di andata aggrediva gli spazi, pressava gli
avversari e li inseguiva se stavano dalle sue parti, non temeva il
contatto fisico... E ora? Se analizziamo tutte le gare da quella contro
il Boville in poi, esclusa quella di Fondi causa assenza per motivi di
salute, solo pochissimi spunti, rari rientri per aiutare i compagni di
squadra, poca reattività alla proposta di scambio rapido. Contro il
Latina Chafer ha spesso energie in quantità industriale, spesso per
spizzare palloni buoni proprio per Berna, e quest'ultimo sembrava più
concentrato sulla convocazione con la nazionale di categoria più che
sulla gara che stava giocando. Massima comprensione per un rfagazzo
giovanissimo che ha davanti un avvenire calcistico ma senza dimenticare
che esistono i compagni di squadra ed i tifosi. Bernasconi rimane un
talento notevole e può farcela ad arrivare a categorie superiori ma un
conto è tutelarsi per l'avvenire ed un altro è risparmiarsi perché tanto
un giorno la maglia sarà diversa e, gli va augurato, in categorie
maggiori.
Nell'attesa di rivedere
quanto prima il vero Bernasconi, quello che può fare la differenza, al
Cynthia in generale serve la cancellazione totale (totale!!!) della
sconfitta maturata contro il Latina. A modesto avviso di chi scrive,
sarebbe addirittura opportuno fare finta che tale gara non sia mai stata
giocata per preparare adeguatamente, e da subito, l'incontro fuori casa
con il Sanluri, formazione attualmente in crescita. Ma il Cynthia ha i
giocatori adatti e la grinta in corpo per rendere difficile la vita
anche al Sanluri, perché se dopo la mezz'ora di gioco contro il Latina
qualche meccanismo si è inceppato, non significa che si sia inceppato il
campionato. D'altra parte, se una rondine non fa primavera, neanche un
avvoltoio fa deserto.
30/11/09
Se il Cynthia
trasformasse in reti tutte le occasioni che crea, avrebbe l'attacco più
prolifico della serie D. La realtà è purtroppo diversa e il mister, dopo
la sconfitta rimediata a Fondi, dovrà analizzare la questione. Il gioco
c'è, le possibilità di battere gli avversari c'è (anche fuori casa) ma
se contro il Fondi il Cynthia ha avuto più o meno lo stesso numero di
occasioni degli avversari, a fare la differenza non può che essere stata
la concretezza. Nel primo tempo, micidiale uno-due del Fondi con il suo
giocatore più rappresentativo, il polacco Branicki (bravo davvero, e non
solo perché ha segnato contro il Cynthia), la prima volta su rigore e la
seconda, quattro minuti dopo, al 21', su tiro a girare dal limite dopo
un errore che ne ha favorito l'avvio. Insomma, un regaluccio che ha
messo subito il Fondi nelle condizioni di affondare il Cynthia che però,
avendo la pelle dura, nella ripresa ha giocato con altra concentrazione
(e con Tittozzi tornato a fare con buoni risultati il terzino destro
dopo un primo tempo quasi tutto a centrocampo, un ritorno al passato che
non ha portato bene). Il rigore fallito da Chafer, tiro centrale forte
ma basso intercettato di piede dall'agile Celli, non ha comunque
tagliato le gambe al Cynthia, che poco prima aveva fallito un'occasione
d'oro con Spinetti, buon rientro ma non con i 90 minuti nelle gambe,
solo davanti alla porta vuota del Fondi. A dieci minuti dal novantesimo,
ecco la rete di Cassandra che rivitalizzava il Cynthia ma lasciava
spazio al contropiede del Fondi che, dopo una bella azione personale di
Branicki sulla destra, al 40' della ripresa andava nuovamente a segno
con Tufano, il migliore dei locali dopo Branicki.
I giocatori e
l'allenatore, senza psicodrammi, sapranno trovare la giusta
concentrazione in attesa di "ospitare" il Latina, un'altra volta in casa
ma su campo neutro, ma chi nscrive si permette una modesta
osservazione:ci sono delle partite, e quella contro il Latina allenato
da Raggi lo è, che a seconda del risultato sono più importanti di altre.
Vincere è sempre bello e perdere è sempre brutto, e sarà pure la
scoperta dell'acqua calda, ma con l'inverno che si avvicina un pò di
acqua calda potrebbe risultare gradita, ed è per questo che contro il
Latina il Cynthia dovrà puntare, e molto, sulla concfretezza, magari
anche provando in allenamento qualche tiro da lontano in più rispetto
al solito. Ci si augura che la gara sia bella, chi è appassionato di
calcio non può fare altrimenti, ma se al Cynthia andasse bene dopo una
brutta partita, sempre salvando la correttezza, nessun tifoso genzanese
starebbe a spaccare il capello in quattro...
23/11/09
Punto guadagnato oppure
occasione persa? Vale la pena di ricordare che di fronte il Cynthia
aveva il Gaeta, una delle migliori formazioni del campionato, a giudizio
di chi scrive tra le prime tre insieme al Flaminia e al Fondi, e non
perché adesso sono le prime tre in classifica. C'è da aggiungere che il
campionato di serie D è pieno di sorprese e che non poche squadre
assumono rinforzi fino a che il mercato è aperto, ma quelle tre sono le
classiche squadre da battere. Detto questo, quindi, punto guadagnato
dopo una prestazione di tutto rispetto da parte di entrambe le
contendenti e, alla fine pareggio giusto in quel di Latina, in campo
neutro anche se il calendario diceva Cynthia-Gaeta. Al Comunale di
Genzano, lasciando stare il risultato che mai nessuno saprà, i padroni
di casa se la sarebbero giocata diversamente con il sostegno del
pubblico amico. Restando ai fatti calcistici, il Gaeta ha dimostrato di
avere delle individualità che possono fare la differenza (Gambino,
Nammani, Vitale, ecc.), un gioco valido e un equilibrio tattico non
trascurabile, aspetto da considerare dal momento che i nomi, da soli,
non fanno squadra. Contro un Gaeta che può ragionevolmente puntare a
vincere il torneo, il Cynthia non ha tuttavia sfigurato (al contrario,
se l'è giocata alla pari) e gli avversari alla fine si sono resi
pericolosi solo tirando da lontano. Dal canto suo, a volte il Cynthia,
dopo aver recuperato palla in seguito ad un pressing ben coordinato ha
peccato "di tocco", in altre parole ha atteso quell'istante di troppo
per smistare il pallone o ha cercato troppo poco le aperture sulle fasce
confidando eccessivamenbte sulle verticalizzazioni, e con difensori non
velocissimi ma con grande senso della posizione come Nammani e Speranza
occorre variare. Il pari a reti inviolate forse sta meglio al Cynthia
che non al Gaeta, che voleva la vittoria facile e forse ci aveva pure
creduto anche a causa del campo neutro. Raggiunta quota venti punti,
quindi, i genzanesi sono a metà dell'opera: altri venti punti circa e
sarà salvezza, che se dovesse giungere in anticipo, stavolta dovrebbe
indurre la società a prendere in considerazione altri obiettivi. Ma
questo non è il tempo dei sogni, è il tempo della testa sulle spalle,
soprattutto in vista della difficilissima trasferta di Fondi.
16/11/09
Batosta o sconfitta
ingiusta? La sconfitta ci sta, il punteggio no. Nel primo tempo,
infatti, il Cynthia ha dato assai filo da torcere alla capolista
Flaminia Civitacastellana... Cos'è successo, dopo? L'autore della prima
rete della formazione civitonica, l'ex Capolei, nel dopogara si è detto
convinto che lo svantaggio ha tagliato un pò le gambe al Cynthia ma
Assogna, altro ex, ha dichiarato ai microfoni di codesta radio che c'è
stato un calo fisico dei ragazzi allenati da Santolamazza. Nulla da
ridire sulla vittoria dei locali, maturata grazie ad un bel secondo
tempo, ma non è che a ben vedere il Cynthia non abbia avuto le sue
occasioni: salvataggio sulla linea di Pieri, parata di Assogna su
punizione, rigore (anche se sul 3 a 0 per i civitonici) parato da
assogna a Giovannetti. E questo nella ripresa, con il Cynthia in
difficoltà. Chi scive esprime il suo personalissimo parere: la rete di
Capolei ha effettivamente avuto sulla squadra genzanese l'effetto di un
uppercut ben piazzato da un pugile sul ring ma non dal punto di vista
fisico perché i giocatori correvano, solo che, un pò per il colpo
accusato e un pò per il valore effettivo degli avversari, la lucidità
non era quella abituale. Le reti di Gentili (occhio a questo giocatore
anche per il futuro) e di Lazzarini esaltavano il Flaminia e deprimevano
ulteriormente il Cynthia, che tuttavia adesso deve assorbire il colpo,
fare un bel respiro profondo e studiare per benino l'incontro con il
Gaeta. Si giocherà in campo neutro causa squalifica ma anche contro il
Boville il campo era neutro e il Cynthia ha comunque vinto, e non è che
il Boville malgrado la classifica, a dire il vero un pò bugiarda, abbia
dimostrato di essere una vittima designata, tutt'altro. Il Gaeta viaggia
sulle ali dell'entusiasmo, è al terzo posto, tre punti avanti al Cynthia,
ma altre squadre sembravano avere già battuto il Cynthia e si sono
ritrovate battute. Il calcio è fatto di pronostici, che non verranno qui
fatti, e di commenti del dopogara, per i quali bisognerà aspettare la
fine di Cynthia-Gaeta, ma Santolamazza farà di tutto per cancellare la
sconfitta di Civitacastellana e pretendere dai suoi giocatori grande
grinta, e questa affermazione non è un pronostico, è una certezza. E poi
il primo tempo di Flaminia-Cynthia è stato molto equilibrato, quindi da
ricordare per ripartire. pensare alla ripresa non farerbbe altro che
inquietare i giocatori del Cynthia, tra i quali vi sono molti giovani ai
quali bisogna invece dare la carica.
09/11/09
Nel vento gelido di
Gaeta, luogo in cui andò per breve tempo in esilio Pio IX, il Cynthia,
fatte le dovute distinzioni e proporzioni, ha vissuto il suo piccolo
esilio : partita in casa, secondo il calendario, ma a 104 km da Genzano
per le conseguenze disciplinari della gara di Coppa Italia tra il
Cynthia e, neanche a farlo apposta, il Boville. Proprio il Boville,
squadra piena di bravissimi giocatori ma dai risultati altalenanti, si è
confrontato con gli uomini allenati da santolamazza, alla fine cedendo
di misura e giocandosela fino alla fine. Grande equilibrio nel primo
tempo, anche se su Chafer c'era un fallo da rigore netto, quindi pari
giusto. Un cenno lo si deve all'uscita dal campo del difensore esterno
Di Girolamo del Boville, colpito al viso nel corso di uno scontro di
gioco con Giovannetti, che ai microfoni di Radio Canale Zero ha spiegato
di essere saltato con il gomito alto per darsi lo slancio e di avere in
seguito cercato l'avversario per un chiarimento e per le scuse. C'è da
augurarsi che tale atteggiamento venga pubblicizzato, e per dare
l'esempio e perché di acredini fra Cynthia e Boville non se ne può più.
Intanto le sei giornate di squalifica al Comunale di Genzano sono state
ridotte a quattro, e poi né al Cynthia né al Boville conviene rovinarsi
il fegato fino alla lontana gara di ritorno, e questo senza dimenticare
che le quattro giornate a porte chiuse e in campo neutro restano
comunque eccessive per quel che è accaduto.
Tornando alla gara,
nella ripresa il Boville ha attaccato a testa bassa per buoni dieci
minuti ma così facendo ha lasciato spazio alle ripartenze del Cynthia,
che proprio in seguito ad una azione di rimessa ha rimediato il rigore
per fallo su Chafer, che stava battendo a rete da due passi e con lo
specchio della porta di fronte. Il tiro dagli undici metri, battuto
proprio da Chafer, ha consentito ai padroni di casa in campo neutro di
passare in vantaggio al 60'. Gli attacchi del Boville, alla ricerca del
pari, lascavano ancora spazio al Cynthia, che si rendeva pericoloso con
Cristin, bravo a proteggere il pallone, a girarsi e a lasciar partire un
destro velenoso respinto con i piedi dal portiere avversario Mainardi.
Gira che ti rigira, il Boville riusciva a trovare il modo di concludere
dal limite dell'area avversaria con una staffilata di Gatti deviata in
angolo da un reattivo Apruzzese. Risultato finale: uno a zero per il
Cynthia, una vittoria faticosa contro avversari che per il gioco che
esprimono meriterebbero qualche punto in più in campionato. Il Cynthia
intanto, complice lo stop imposto dalle Rondinelle al Gaeta, raggiunge
quest'ultima squadra al terzo posto e si porta a quattro punti dalla
capolista Flaminia, che alla prossima di campionato ospiterà proprio il
team genzanese.
01/11/09
Il
campionato di serie D, girone G, comincia davvero ad entrare nel vivo
con giornate che rimettono tutto in discussione volta per volta. Sebbene
il Flaminia sembra che abbia preso il volo, non c’è l’ammazzacampionato
tipo l’Isola Liri del campionato 2007-2008 o il gruppuscolo che dopo
poche giornate, come nello scorso torneo, già si capiva che avrebbe
lasciato gli altri a distanza.
Il
Castelsardo non è quello di due anni fa ma neanche quello un po’
raffazzonato dell’anno scorso, così è comprensibile che il Cynthia non
abbia avuto vita facile. A dire il vero, gli uomini allenati da
Santolamazza hanno tenuto bene il ritmo e non hanno lasciato molto
spazio ai padroni di casa, che tuttavia al 18’ del secondo tempo sono
passati in vantaggio con Falchi. Vantaggio immeritato ma va detto che,
fino a quel momento, il Castelsardo non aveva giocato male. Al 33’ della
ripresa, confusione in area di rigore e massima punizione assegnata
dall’arbitro Novellino di Brescia con conseguente successo personale di
Chafer, ormai pienamente ritrovato dopo la lunga assenza per infortunio.
Non con i novanta minuti nelle gambe, e infatti ha giocato gran parte
del secondo tempo dopo aver preso il posto di Russo, ritrovato anche
Luca Cristin. Alla fine, risultato di parità, il primo per il Cynthia da
quando sulla sua panchina siede Santolamazza.
Prossima
partita contro il Boville, già squadra avversaria del Cynthia in Coppa
Italia in occasione della partita che, salvo sconti in seguito al
ricorso, costerà sei giornate di squalifica al “Comunale” di Genzano. In
ogni caso, quindi, partita casalinga solo virtualmente, sempre che non
si soprassieda almeno sulla neutralità del campo, se non sulle porte
chiuse. Comunque vadano le cose, c’è da sperare che nessuno abbia voglia
di rivalsa, ad eccezione naturalmente della rivalsa puramente sportiva
26/10/09
Mica facile, anzi ostico,
questo Budoni dalla classifica precaria. Ma come spesso accade in serie
D, poi arriva il turno degli acquisti dell'ultimo momento, per cui una
formazione fino alla domenica precedente deficitaria va a finire che poi
si esprime a buoni livelli. D'insegnamento dovrebbe essere l'esperienza
dell'Alghero nel campionato 2007-2008: ultimo a metà campionato, si è
poi rafforzato, ha disputato un girone di ritorno con i fiocchi e,
superati gli spareggi, è finito in C2, dove ancora si trova.
Ma veniamo a Cynthia-Budoni. Forte del
nuovo acquisto Costanzo, un attaccante in grado di giocare anche al di
sopra della serie D, nella prima metà della gara l'équipe sarda ha dato
parecchio filo da torcere ai padroni di casa ed è anche passata in
vantaggio, meritatamente, con Pau, altro giocatore validissimo. Il
Cynthia comunque non era quello visto a Pomezia, perciò, al di là della
prestazione a rilento, aveva il tempo e il modo di recuperare. Quello
che era intuibile, si è poi verificato. Nella ripresa, infatti, il
centrocampista Ndao, nel primo tempo una furia nel raddoppio e nel
rilancio, ha avuto pane per i suoi denti poiché la ritrovata capacità di
accorciare verso il centro di Di Ventura e l'avanzamento di Vartolo a
ridosso delle punte Chafer e Bernasconi gli ha fatto perdere quei
riferimenti che gli avevano consentito di spadroneggiare. Se a questo
aggiungiamo la crescita di Santopadre, non meravigli il pareggio
ottenuto da Chafer. E l'avanzamento di Vartolo ha a sua volta prodotto i
suoi frutti con la rete del vantaggio in seguito ad un tiro dal limite
dell'area avversaria.
Un Cynthia a due facce, dunque, ma quasi
tutti sugli spalti avevano capito che si trattava di operare qualche
aggiustamento, così non solo i locali hanno vinto ma hanno avuto, loro e
qualcuno che giudica Genzano e i genzanesi dall'esterno, un esempio di
sostegno caloroso ma civile, che poi è quello tipico del posto. Chi
crede che l'eliminazione immeritata del Cynthia dalla Coppa Italia abbia
sconvolto gli uomini guidati da Santolamazza, farebbe bene a ricredersi.
E chi credeva che i genzanesi avrebbero reagito malamente al pessimo
arbitraggio del signor Gosti di Perugia dopo quell'incontro, ha
sicuramente dovuto sotterrare i propri pregiudizio. E dire che per la
prima volta nella storia del calcio, durante Cynthia.-Budoni, è stato
fischiato dal signor Scarica di Castellammare di Stabia un fallo
per...scontro di gioco fra due giocatori della stessa squadra! Lo
sfortunato Bernasconi non avrebbe dovuto fare altro che sospingere la
palla verso la porta sguarnita, e allora la gara sarebbe stata davvero
chiusa dal Cynthia, che ha tuttavia vinto con merito. La reazione dei
tifosi locali è stata di rabbia ma contenuta, non violenta.
Prossima gara ancora con
una sarda, stavolta il Castelsardo, in trasferta. Il Castelsardo
attualmente sembra davvero ben diverso da quello che un paio di anni fa
concluse il campionato al secondo posto ma gioca di fronte al pubblico
amico e chissà che nel frattempo non faccia un acquisto importante, come
ha fatto il Budoni ingaggiando Costanzo.
21/10/09
Taccuino
extra, dopo l’eliminazione del Cynthia in Coppa Italia, ma se
l’estromissione non fosse maturata dopo un arbitraggio discutibile,
neanche sarebbe stato scritto, a prescindere dal risultato. Dispiace
constatare che, purtroppo, la media degli arbitri di serie D è piuttosto
bassa. Dispiace che una partita di calcio venga rovinata da un
arbitraggio come quello del signor Gosti da Perugia. Se il peggior
arbitraggio di tutti i tempi è stato probabilmente quello del signor
Strocchia da Nola in Cynthia-Civitavecchia (campionato 2008/2009),
quello del signor Gosti da Perugia in Cynthia-Boville di mercoledì 21
ottobre 2009 entra nella classifica. Peccato, perché una partita deve
essere tale e dovrebbe finire anche sugli spalti dopo il triplice
fischio. Ma il signor Gosti da Perugia ha diretto davvero male un
incontro che alla fine ha visto il Cynthia rimetterci. Nessun
riferimento alla persona, ci mancherebbe altro, ma nell’occasione
l’arbitraggio, perciò la direzione di gara, ha rappresentato qualcosa di
fronte a cui non si può che provare ripugnanza. Il signor Gosti da
Perugia sarà pure un onest’uomo bravo a fare tante cose ma l’arbitraggio
gli dovrebbe essere precluso. Se poi certi arbitraggi si dovessero
ripetere, pazienza, si tratta pur sempre di sport, ma poi non ci si
lamenti del pubblico che non va più allo stadio, dei soldi investiti dai
dirigenti delle squadre, anche con sacrifici, che non danno riscontri o
dei giovani che non si iscrivono più alla scuola calcio. Tutti possono
sbagliare, ma se un giocatore non dimostra di non saper stare in campo
lo si può sostituire, cedere o, quando si tratti di una questione
disciplinare, squalificare. Gli arbitri sono senz’altro più tutelati dei
calciatori e sarebbe ora di trovare qualche soluzione, tipo pubblico
rimprovero o radiazione, per impedire che si vedano ancora arbitraggi
come quello del signor Gosti in Cynthia-Boville di Coppa Italia. È
troppo comodo affermare che gli arbitri sbagliano perché questo è vero
ma va commisurato agli errori. Se un giocatore sbaglia un rigore, può
capitare malgrado l’amarezza. Se un giocatore sferra un pugno ad un
avversario fratturandogli il setto nasale solo per una parolaccia,
merita una lunghissima squalifica perché è troppo comodo in quel caso
dire che tutti possono sbagliare, come se si volesse minimizzare. Se un
arbitro non vede un rigore nel corso di un’azione veloce nella quale un
mucchio di giocatori gli stanno davanti, è un conto. Se una squadra, il
Cynthia, conta alla fine della gara cinque ammonizioni ed una espulsione
contro neanche un cartellino giallo ai calciatori del Boville malgrado
interventi sulle caviglie e falli di mano intenzionali, allora l’arbitro
ha sbagliato parecchio e di grosso. E senza commentare sul rigore
concesso al Boville nel corso del recupero…
Proposte?
Eccole, sempre ricordando che non bisogna oltrepassare i limiti della
civiltà.
Per certi
arbitri, squalifica e reintegro eventuale solo ricominciando dai campi
considerati più caldi e meno protetti. E, in caso di danno economico
evidente e netto ad una squadra, sanzione a favore della squadra
danneggiata. Discutiamone.
E a
quelli che dicono che “gli arbitri possono sbagliare” anche quando
commettono errori madornali e sfrontati, pernacchioni con pretesa di
scuse da parte degli spernacchiati perché gli spernacchiati in questo
caso non possono protestare. Tanto, si sa, “tutti possono sbagliare”!
18/10/09
Rimaneggiato ma non domo, il Cynthia è
andato ad Arzachena tutt’altro che intenzionato a recitare il ruolo
della vittima predestinata. Anzi, le prime e buone occasioni sono
proprio a favore del Cynthia, che però non concretizza, così al 14’
arriva la rete di La Rosa, lasciato solo in seguito ad un corner. Il
Cynthia non si è tuttavia arreso ed ha reagito con coraggio, senza però
metterla nel sacco. Va detto che comunque è stato commesso su Chafer un
fallo decisamente da ammonizione ma l’arbitro non ha ritenuto opportuno
tirare fuori il giallo. Un episodio? Eh sì, dopo il fallaccio su
Giovannetti nella gara contro il Tavolara (quattro punti di sutura), un
altro episodio in sardegna. Si vede che il Cynthia è sfortunato, in
Sardegna. D’altra parte, un altro episodio si è verificato nel secondo
tempo, quando Mascia, già ammonito, ha colpito al volto Bernasconi senza
che il direttore di gara abbia mostrato l’intenzione di comminare il
secondo giallo. Per una lieve protesta, però, Vartolo è stato ammonito.
Ma sono episodi, solo episodi. Si spera che qualche volta il Cynthia sia
talmente fortunato da non subire gli effetti negativi di questi episodi
e da incontrare un arbitro un po’ più bravo ed un guardalinee, tale
Alfano, che dovrebbe dedicarsi ad altro e occuparsi di calcio solo come
spettatore televisivo o ascoltatore radiofonico.
Nella ripresa, passati pochi minuti,
Marongiu si è visto annullare una rete per fuorigioco. Il Cynthia ha
quindi ricominciato a macinare gioco come in altre occasioni, ad
eccezione della gara di Pomezia, procurando qualche sofferenza ai
padroni di casa. Anche Bernasconi ha dovuto sopportare la stessa
decisione alcuni minuti dopo. Considerate le assenze, perché si ha un
bel dire ma quando i giocatori cominciano a mancare, compresi i cambi,
la cosa pesa, almeno dal punto di vista psicologico si è notato un
Cynthia ben diverso rispetto a quello di Pomezia, e questo a prescindere
dal risultato. A dimostrazione di ciò, la capacità dei genzanesi di
mantenere l’attacco vivo fino agli sgoccioli dell’incontro con tanto di
salvataggio sulla linea della porta dei locali.
Dalla gara di Arzachena il Cynthia può
pensare alla Coppa Italia (contro il Boville, a Genzano, mercoledì 21
ottobre alle 15) e alla prossima di campionato contro il Budoni.
Un’altra sarda, questa in difficoltà ma proprio per questo da
rispettare, dato che ci metterà tutto l’impegno possibile per non
perdere ulteriore terreno. Se poi il Cynthia avrà a che fare con un
guardalinee un po’ più bravo del signor Alfano e recupererà qualche
giocatore, e sarebbe pure ora dopo tanta sfortuna, potrà affrontare il
Budoni ed il resto del campionato con umiltà e nello stesso tempo con
fiducia.